Nuove politiche di cooperazione internazionale per ridisegnare i fondamenti di una nuova civiltà. Il contributo dei sistemi scientifici del Mezzogiorno

Il mondo industrializzato vive oggi una crisi di sistema tecnologico ed economico di portata unica negli ultimi cinquecento anni di storia del nostro pianeta. Il modello che concentra nel 17% del pianeta il 90% delle risorse, anche in termini di conoscenze, brevetti, know how tecnologici, si sta sgretolando. Una crisi i cui segni erano evidenti sin dal 1991, ha colpito a partire dal settembre 2008 principalmente i maggiori paesi industrializzati ed ha messo in discussione un intero modello di sviluppo. Gli indicatori economici, insieme ai mutamenti climatici e all’esaurirsi di risorse vitali, impongono di ridisegnare i fondamenti di una nuova civiltà, nella quale la crescita economica non sia ineludibilmente connessa alla distruzione del patrimonio naturale, umano e culturale di vaste aree del pianeta.

Siamo tutti oggi alla linea di partenza, la maggiore disuguaglianza risiede però nella concentrazione delle conoscenze e saper fare e nella capacità di sviluppare e utilizzare i talenti individuali e collettivi, il capitale umano. La più grande povertà di una paese è la sottoutilizzazione del suo capitale umano, che prende le forme di disoccupazione, sottoccupazione, migrazione e con esse la fragilità dei sistemi di educazione e formazione.

I sistemi scientifici (università, istituti di ricerca, organi responsabili delle politiche) debbono, parimenti al sistema d’imprese, sviluppare une nuova consapevolezza della responsabilità sociale e non più solo essere promotori delle libertà individuali, naturalmente sempre da difendere da forme di imposizioni di parte.

In questo quadro occorre ripensare profondamente la concezione stessa delle politiche di cooperazione internazionali e in particolare quelle che vedono protagonisti Europa e paesi più poveri e fragili, a noi più vicini, geograficamente.

In un contesto di enorme complessità crediamo che una via maestra sia la costruzione di infrastrutture scientifiche e di ricerca (laboratori, team di ricercatori) comuni, per la formazione di giovani scienziati, ricercatori, leader di imprese high-tech, pienamente consapevoli delle sfide sociali ed economiche e del ruolo di leadership, senza distinzione di origine. Essi potranno condividere conoscenza e insieme individuare soluzioni ai problemi che si pongono nei diversi contesti specifici. I sistemi scientifici del Mezzogiorno possono svolgere un ruolo pioniere in tal senso e favorire il fiorire di una nuova civiltà che scongiuri il rischio del conflitto distruttivo e dei disastri naturali connessi ad un utilizzo insipiente delle risorse del pianeta.

ARTES è impegnata prioritariamente in questo ed ha costruito e continua ad ampliare e consolidare una rete multiculturale e multidisciplinare che vede nella condivisa creazione delle conoscenze la leva di rigenerazione e sviluppo dell’economia e del lavoro, oltre che della qualità della vita per tutti. In questo quadro e nell’ambito di un protocollo di intesa che riunisce più di 12 università europee ed africane e camere di commercio, saranno realizzati alcuni incontri internazionali nelle università partner della rete, in Italia e all’estero. Partiamo da UNICAL con una prima occasione di incontro e dibattito.

Il giorno 27 marzo, nel Campus Universitario, a Rende, in aula Caldora, dalle ore 14,30 alle ore 17,30, verrà presentato il volume di Tindaro Paganini, Senior Trade and Competitiveness expert della Banca Mondiale, intitolato “Banca Mondiale: un’opportunità per giovani e imprese – lavorare con un’organizzazione internazionale e combattere la povertà nel mondo”.

Di Lilia Infelise

Vedi il programma dell’incontro

L’apprendimento dell’individuo nel nuovo contesto sociale: qual è il ruolo degli Open Badge?

Carla Casilli's in the education ecosystem

Il sistema di apprendimento sta subendo, a livello globale, un profondo cambiamento, che è impossibile ignorare. Le precedenti forme di riconoscimento dell’apprendimento si stanno dimostrando obsolete, così come le definizioni e le tassonomie di riferimento per l’istruzione ed la formazione. Gli studenti sviluppano le proprie abilità e competenze in una varietà di ambienti di apprendimento, e non solo nel contesto di istruzione formale (per esempio scuole o università). Gli economisti dell’innovazione considerano la “conoscenza”, e di conseguenza l’apprendimento, come la risorsa più importante nella società di oggi. Tuttavia, il sistema di istruzione formale non sembra in grado di far fronte a questi raidi cambiamenti sociali. Le aziende e le istituzioni faticano a trovare le competenze adeguate in risposta alle loro offerte di lavoro, e allo stesso tempo ai singoli candidati mancano gli strumenti per certificare per intero il proprio bagaglio di capacità ed esperienze, acquisite molto spesso al di fuori del sistema di istruzione e formazione formale. Il sistema degli Open Badge cerca di affrontare questi problemi fornendo una tecnologia flessibile e adattabile di riconoscimento e certificazione delle competenze, potenzialmente applicabile a tutti i contesti apprendimento. Tuttavia, per poter essere ampiamente riconosciuti come un metodo credibile di certificazione, gli Open Badge devono risolvere alcuni problemi critici, che rappresentano ancora una fonte di dibattito tra gli esperti. Questi problemi sono legati alla affidabilità, alla validità ed alla qualità del sistema. ARTES affronta questi temi nel Discussion Paper sugli Open Badge per gli Individui, pubblicato recentemente nel contesto del progetto Erasmus+ Open Badge Network. Il documento illustra globalmente, senza preconcetti, le principali tesi che difendono il distintivo beneficio degli Open Badge dal punto di vista degli individui, ma analizza anche quali sono i “rischi” nell’impiego di questo strumento. Il paper considera tutti i contesti di apprendimento, formale, informale e non formale, nonché i contesti occupazionali e sociali, e presenta una panoramica sulle opinioni correnti e i punti di vista relativi ai temi più caldi legati agli Open Badge, con la speranza di fornire agli utenti meno esperti un utile strumento introduttivo, e di stimolare ulteriori discussioni all’interno della comunità di professionisti degli Open Badge. In particolare, il discussion paper si concentra sulle seguenti domande chiave:

  • Quali sono le principali sfide che il sistema di apprendimento e di formazione si trova ad affrontare? – In che modo gli Open Badge affrontano queste sfide?
  • In che modo gli individui potrebbero beneficiare dell’introduzione di un sistema valido basato degli Open Badge?
  • Quali sono i rischi che comporta l’introduzione di un sistema di certificazione basato sugli Open Badge?
  • Qual è il ruolo degli individui nel processo di legittimazione dello standard Open Badge? Gli individui possono contribuire, e in che modo?
  • Come vengono applicati gli Open Badge nel mondo? In quali campi?

Le persone interessate ad approfondire l’argomento e contribuire alla discussione sono invitati a registrarsi al portale Open Badge Network, e aggiungere la loro voce nel forum.

Abstract del Discussion Paper sugli Open Badge per gli Individui

I singoli utenti possono beneficiare dell’ottenimento di Open Badge in vari modi, durante l’educazione, nella vita professionale e nelle attività del tempo libero. Il riconoscimento delle competenze trasversali, dell’apprendimento precedente e delle abilità sviluppate in ambienti informali e non formali può aumentare l’occupabilità e il riconoscimento di competenze da parte dei datori di lavoro, ma anche facilitare l’introduzione in nuovi posizioni lavorative. Gli studenti possono aggiungere questo set di credenziali al loro curriculum al termine di una laurea, ed essere riconosciuti per le loro attività extra-curriculari. Gli open Badge possono anche aiutare a trasformare i talenti e le passioni in competenze effettive e quindi aprire nuove opportunità di lavoro.
Grazie agli open Badge gli individui hanno pieno controllo sul loro percorso di istruzione e comporre e visualizzare facilmente il loro curriculum digitale sul web, raccogliendo gli Open Badge che hanno ottenuto da diverse fonti (scuole, corsi on-line, organizzazioni esterne).
Nel documento, presentiamo brevemente la controversia relativa all’effetto della gamification del processo di apprendimento, riconoscendo il punto di vista secondo il quale la presenza di “motivatori esterni”, come gli Open Badge, può avere un effetto negativo sull’apprendimento. Tuttavia, noi sosteniamo l’idea secondo cui gli Open Badge, se rigorosamente progettati, possono migliorare le prestazioni di apprendimento ed aumentare la motivazione degli studenti durante le lezioni e i corsi di formazione.
Gli Open Badge possono trovare utili applicazioni anche nell’ambito della promozione della cittadinanza e dell’integrazione sociale, per esempio nel caso del riconoscimento delle competenze dei lavoratori o degli accademici migranti. I cittadini possono essere ricompensati con Open Badge per le attività che svolgono all’interno della loro comunità, il che faciliterebbe l’aumento della coesione del gruppo e del senso di appartenenza.
Gli individui giocano inoltre un ruolo importante nel futuro degli Open Badge anche in quanto designer e “issuer” (coloro che emettono gli Open Badge). La tecnologia degli Open Badge è gratuita e relativamente di facile accesso, e dà la possibilità a comunità indipendenti di discenti di sviluppare e di emttere il proprio set di Open Badge, utilizzando i propri criteri e il propri quadri di competenze di rifermento. Tuttavia, un punto di vista opposto sostiene che questa apertura potrebbe comportare dei rischi.
Gli “issuer” individuali possono utilizzare gli Open Badge per fornire alle organizzazioni ed alle istituzioni suggerimenti e indicazioni sulle loro esigenze. Le organizzazioni più innovative e reattive costruiranno sistemi di Open Badge che considerano i contributi provenienti dal livello degli utenti.
In generale, la risposta dei consumatori finali degli Open Badge è fondamentale perché la tecnologia possa raggiungere la massa critica sufficiente ad essere ampiamente riconosciuta. Oltre a questo, nel discussion paper, si parla di come il “valore” di un singolo Open Badge sia strettamente legato al punto di vista degli utenti ed alla creazione di reti di fiducia tra chi emette e chi ottiene gli Open Badge, gli individui, le aziende, le istituzioni e gli educatori. Il paper parla inoltre di come la funzione “endorsement” contribuisce al raggiungimento di questo risultato, consentendo una revisione paritaria degli Open Badge.
Il futuro degli Open Badge dipenderà dal coinvolgimento di tutta la comunità, tra cui i singoli utenti, nella costruzione del valore e della fiducia.
Nel paper sosteniamo l’idea che il sistema di istruzione potrebbe svolgere un ruolo importante in questo senso, per aiutare gli educatori e la comunità di studenti a familiarizzare con questo strumento e fornendo indicazioni corrette per una rigorosa applicazione dei quadri di competenze e le metodologie di valutazione. Le istituzioni e le organizzazioni dovrebbero facilitare l’incontro tra le aspettative degli utenti e gli intenti degli issuer, garantendo al tempo stesso la libertà assoluta e la gratuità per tutti di progettare, emettere e ottenere un Open Badge, senza imporre uno standard comune. Il sistema di formazione dovrebbe fornire ai designer e agli issuer di Open Badge le linee guida e i quadri appropriati per favorire la costruzione di reti di fiducia tra gli issuer, gli earner e i fruitori degli Open Badge, nonché supportare gli individui nel riconoscimento della giusta metodologia per valutare la qualità e l’affidabilità degli Open Badge.

 

*Immagine di Casilli, C. (2016). Badges + credentials, another visual take. Retrieved May 9, 2016, from https://medium.com/@carlacasilli/badges-credentials-another-visual-take-9a5350b8c1de#.6ufwbt4q6 

Sul cammino di Marco Aurelio Severino

In data 12 luglio, ARTES, con il supporto del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria (UNICAL-DISU) e del Comune di Tarsia (Calabria), ha realizzato un seminario internazionale sul contributo di Marco Aurelio Severino alla storia della medicina, della scienza e della tecnica agli albori dell’età moderna.

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Un ampio panorama sulla prima età moderna

Per il 360° anniversario della sua morte, l’Università della Calabria e il Palazzo Severino hanno ospitato una serie di discussioni e dibattiti concernenti lo stato della medicina tra XVI-XVII secolo. L’evento si è focalizzato sulla vita di Severino, sull’evoluzione della medicina e della chirurgia in quel particolare periodo storico, sulla corrispondenza epistolare che egli intrattenne con diversi medici e filosofi naturalisti a lui coevi. Tra le varie questioni è stato discusso, per esempio, il contributo di Ambroise Paré alla conoscenza medica e chirurgica, l’interpretazione di Severino dell’opera di Harvey sulla circolazione del sangue e l’opera severiniana sugli studi aristotelici relativi all’aria e all’acqua.

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Proiettati al futuro

L’organizzazione del seminario, resa possibile soprattutto grazie all’impegno del professor Emilio Sergio (UNICAL-DISU), ha inoltre confermato la volontà di proseguire, attraverso la creazione di una fondazione, il lavoro di ricerca svolto intorno alla figura di Severino.

L’intento di questa istituzione sarebbe triplice.

Il primo obiettivo che ARTES e i partner sopra citati si proporrebbero di raggiungere consisterebbe nella riscoperta di Severino, tanto sotto un profilo biografico quanto sotto un profilo intellettuale. Ciò consentirebbe a sua volta di realizzare un secondo obiettivo che è la valorizzazione del ricco patrimonio culturale della regione Calabria.

Ricordiamo che la riqualificazione di regioni e comunità fragili è da sempre al centro degli interessi di ARTES, per cui anche per questo motivo il progetto Severino è perfettamente in linea con la tradizione che da sempre anima ARTES.

Infine, la riscoperta dell’opera di Severino dovrebbe produrre una maggiore consapevolezza di quanto importanti siano, nel mondo scientifico, valori come la collaborazione e il confronto per ottenere un progresso sempre più rapido nella conoscenza.

Riaprire discussioni e dibattiti tra le organizzazioni e gli studiosi specialisti del pensiero scientifico moderno può aiutare a capire meglio uno dei più importanti fattori di diffusione della conoscenza, ovvero il confronto, la discussione, la collaborazione.

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ARTES torna in TUNISIA

 

A partire dall’Aprile 2014 ARTES ha avviato con i primi accordi un percorso per la realizzazione di un polo di ricerca avanzato nel territorio tunisino, ed ha a questo fine stretto rapporti con imprese e organi di ricerca ed innovazione locali. La visita della Presidente di ARTES Lilia Infelise, dall’11 al 17 di Ottobre, aveva l’obiettivo di consolidare questi rapporti e portare avanti il progetto. Durante gli incontri si sono poi discusse ulteriori possibilità di collaborazione nell’ambito dei futuri sviluppi del progetto Ginestra (link) e dei progetti internazionali di ARTES nell’ambito della cooperazione Euro-Africana.

Gli incontri sono stati i seguenti.

ENISo – Ecole National d’Ingenieurs de Sousse

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Il primo impegno di ARTES è stato un incontro con il team ENISo, impegnato nella progettazione del nuovo impianto di bioraffineria nell’ambito del progetto Ginestra. Durante l’incontro sono stati approfonditi alcuni aspetti della progettazione e discussi miglioramenti da apportare al rapporto finale.

Lilia Infelise ha poi incontrato il Prof. Zoubeir Tourki, direttore dell’ENISo. Durante l’incontro è stata espressa la piena volontà di continuare la collaborazione e la possibilità di installare un impianto pilota in Tunisia. Il direttore ha inoltre espresso l’intenzione di presentare il progetto dello studio e realizzazione del nuovo impianto pilota durante il prossimo Forum de Convergence, che si terrà il 2 dicembre

Università di Monastir

Il nuovo responsabile della ricerca Hatem Dhaouadi, insieme all’ex direttore Farouk Mhenni (Laboratorio di Chimica Applicata e Ambiente della Facoltà di Scienze, Università di Monastir), hanno introdotto Lilia Infelise ai membri del team di ricerca. È stata fatta una presentazione a tutti i componenti dello staff, sullo stato dell’arte del progetto Ginestra.

Successivamente, in un incontro a porte chiuse con i vertici dell’Università, si è discusso delle possibilità di collaborazione nell’ambito del progetto Ginestra ed è stato espresso l’interesse di entrare a fare parte dell’accordo Euro-Africano KBBE, promosso da ARTES all’interno della sua rete internazionale di università, centri di ricerca e aziende.

Le imprese

Il primo incontro con l’imprenditoria tunisina si è svolto sempre a Monastir, con Fadhel Gassab, Direttore di ETex che si è dimostrato molto interessato a sviluppare progetti di collaborazione con imprese italiane di finissaggio e tintura, ed a supportare lo sviluppo del progetto di polo tecnologico capitanato da ARTES. Lilia Infelise è stata quindi accolta da uno dei membri del gruppo imprenditoriale SARTEX, Rachid Zarrad, responsabile delle relazioni internazionali per far visita all’azienda e discutere lo sviluppo di una collaborazione di ARTES per la formazione del capitale umano e le politiche sociali dell’azienda.

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SARTEX, con 3500 addetti è la più grande impresa tunisina di confezione di capi in jeans. Al suo interno ha un processo integrato che va dall’acquisto dei tessuti al finissaggio e trattamento del capo, fino alla consegna del prodotto già etichettato a grandi marchi anche italiani Vanta un reparto di tintoria e finissaggio particolarmente avanzato con tecnologie moderne e processi robotizzati.

RIPARTIRE DA SUD – Gli incontri e i risultati

 

 

 

 

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Dal 27 al 29 luglio ARTES ha realizzato il fitto programma di incontri da mesi accuratamente pianificati. Mondo della ricerca e delle imprese provenienti dal bacino mediterraneo hanno avuto modo di confrontarsi sia attraverso incontri formali sia attraverso momenti conviviali che hanno favorito il formarsi di piccoli gruppi interessati ad approfondire specifici temi e valutare forme di nuove collaborazioni. Come sempre ARTES propone oltre ai testi delle diverse presentazioni un resoconto ricco di immagini che permettono a chi ci segue di sentirsi parte delle nostre iniziative.

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Il primo giorno: ARSAC ed ENEA-Trisaia

Il 27 Luglio ARTES ha guidato i partner esteri del progetto Ginestra, provenienti da Lodz (Polonia) e da Sousse (Tunisia), e i ricercatori dell’impresa Tintoria Emiliana, alla scoperta dei laboratori e centri di ricerca del territorio, sedi di sperimentazioni per il progetto Ginestra: il centro ARSAC di San Marco Argentano e il complesso di ENEA-Trisaia. Nel mentre i partner di SUSTEXNET, atterrati a Bari il giorno precedente, facevano visita alle imprese pugliesi.

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Alla sera, grazie alla collaborazione del comune di Altomonte, ed in particolare del sindaco Giuseppe Lateano, i due gruppi si sono incontrati per esplorare la storia e le bellezze artistiche di Altomonte. La serata si è conclusa con una magnifica cena a base di prodotti tipici, dove i partner di entrambi i progetti hanno potuto godere della splendida vista e dell’ottima ospitalità offerte dall’Hotel Barbieri.

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Il secondo giorno: il Seminario

Il giorno 28 i partner hanno aperto le porte alla discussione con il seminario “NUOVE RETI NEL MEDITERRANEO: IL SISTEMA MODA RIPARTE DA SUD” tenutosi al Castello di Serragiumenta di Altomonte. Tra gli importanti risultati raggiunti, il confronto con nuove realtà e le basi per preziose e future alleanze: i protagonisti del sistema tessile e moda sono ora pronti ad accettare le nuove sfide della competitività, armati delle esperienze condivise, e all’insegna dell’ecosostenibilità e del rispetto delle vocazioni territoriali. A questo proposito sono stati particolarmente incisivi interventi di due imprenditori calabresi: Vicenzo Linarello di Cangiari e Emilio Salvatore Leo di Lanificio Leo hanno illustrato le loro esperienze esemplari nel campo dell’innovazione tessile, nel rispetto sia dell’ambiente che di tradizioni tra le più antiche della Calabria.

Per maggiori informazioni sul Seminario Aperto, clicca qui.

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Tali interventi sono avvenuti in mattinata, dopo il benvenuto di ARTES, UNICAL e dei rappresentati istituzionali calabresi. La seduta mattutina è stata presieduta da IVACE (Istituto Valenciano per la Competitività Industriale, Spagna) ed incentrata sul progetto SUSTEXNET, i risultati ottenuti, e dei modelli di competitività sostenibili del Mediterraneo. Tra gli altri speaker della mattinata: Lilia Infelise; Piero De Sabbata di ENEA, e Liliana Lodi di Tintoria Emiliana, uno degli storici innovatori del comparto finishing.

 

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La sessione pomeridiana è stata invece coordinata da Lilia Infelise, ed ha esplorato la filiera tessile del Mezzogiorno grazie alle presentazioni di esperti quali Olimpia Ferrara, Ricercatrice di SRM – Studi e Ricerche sul Mezzogiorno e Emilio Sergio, Professore dell’UNIVERSITÀ della CALABRIA. Il seminario si è concluso con una tavola rotonda fra i protagonisti ed una cena sociale, alla quale hanno partecipato il sindaco di Tarsia, Avvocato Roberto Ameruso, e una delegazione della giunta. Il tutto si è svolto nel suggestivo scenario del Castello di Serragiumenta di Altomonte.

 

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Gli interventi

OSCAR CALVO – Introduction to SUSTEXNET project and preliminary results

LILIA INFELISE – Competitive models in the Mediterranean: a comparative analysis of the T&C system in Egypt, Italy, Spain and Tunisia

PIERO DE SABBATA – A sectorial approach to benchmarking and Energy Efficiency best practices towards SMEs: the EM2M experience in Italy

EMILIO SALVATORE LEO – Lanificio Leo: tradition as engine for innovation (link al video)

VINCENZO LINARELLO – The GOEL Group: the ethics of competitive efficiency (link al video)

LUIGI BATTEZZATI – Supply chain of fashion: how to improve the environmental impact of transport and logistics

OLIMPIA FERRARA – The Southern Italy that innovates and produces: the textile, clothing and footwear chain

EMILIO SERGIO – The relationship between industry and craftmanship: the Calabria case study

 

Il terzo e ultimo giorno: il meeting a porte chiuse dei partners SUSTEXNET

Il 29 i soli partners del progetto SUSTEXNET si sono riuniti a porte chiuse per confrontarsi sui risultati ottenuti e pianificare una fitta agenda di lavori, inclusi numerosi incontri internazionali con sede in Spagna, Egitto, Tunisia e nuovamente Italia sino alla conclusione del progetto , nel dicembre 2015.

 

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I risultati, le conclusioni, e le prospettive

Dopo queste tre intense giornate di lavoro, ospitate dai comuni e dagli splendidi paesaggi di Altomonte, Spezzano Albanese e Tarsia, i partner dei progetti SUSTEXNET e Ginestra –Dal Fiore alla trama, sono pronti a tirare le somme e a pianificare le prossime azioni. Sono emerse interessanti possibilità di collaborazione, nuove possibili alleanze e un grande consenso da parte di tutti gli attori coinvolti sull’assoluta necessità di non abbandonare le regioni fragili come la Calabria, ma anzi di farle ripartire grazie al loro immenso patrimonio umano, culturale e naturale. Eccezionale è stato anche il supporto della comunità, e anche della stampa locale, che hanno dimostrato interesse per le iniziative ed accolto i partners stranieri come alleati, aprendo loro un territorio troppo spesso ignorato.

 

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Partnership verdi nel cuore del Mediterraneo per l’industria Tessile e Abbigliamento

Il nostro lavoro

ARTES si trova attualmente al centro di numerose operazioni con lo stesso scopo: incrementare la competitività dei territori più fragili e periferici creando posti di lavoro sostenibili grazie alla creazione di nuove imprese e valorizzazione di quelle esistenti, con particolare attenzione per le PMI, e tramite la promozione di innovazione verde e sostenibilità sociale. Il tutto, grazie a partnership internazionali che coinvolgono la società civile, centri di ricerca, università, e il settore privato.

Secondo la visione di ARTES la scienza e l’industria devono unire le forze per creare un futuro verde per il pianeta: un futuro in cui le risorse naturali siano utilizzate in modo saggio ed efficiente. Lo scopo è creare un mondo in cui chiunque, in ogni angolo della terra, possa avere la possibilità di perseguire la propria felicità e di contribuire allo sviluppo economico e sociale del proprio territorio.

È un lavoro duro, da affrontare giorno per giorno, passo dopo passo. Ma come dice un proverbio cinese: “Un viaggio di mille miglia incomincia con il primo passo”.

Gli incontri

Dal 26 al 29 luglio le magnifiche colline e vallate tra Altomonte, Spezzano Albanese e Tarsia, in Calabria, saranno il crocevia dei leader provenienti da laboratori di ricerca e da aziende di tutta Europa e Nord Africa. Si riuniranno per discutere i risultati e il futuro di due iniziative.

Una di questa è SUSTEXNET, un progetto dedicato alla sostenibilità e alla competitività dell’industria Tessile e Abbigliamento del Mediterraneo, e finanziato dal programma europeo ENPI CBC MED. Avviato nel Gennaio 2014, la conclusione è prevista per il Dicembre 2015. I leader di centri di ricerca, associazioni di impresa e aziende provenienti da Egitto, Italia, Spagna e Tunisia inizieranno il loro viaggio a partire da Bari. I partner Italiani del progetto, ARTES e Confindustria BAT, li accoglieranno il 26 luglio, e il giorno seguente la delegazione visiterà aziende esemplari del settore Tessile e Abbigliamento pugliese, per poi recarsi in Calabria. Gli incontri si terranno al Castello di Serragiumenta, dove il 28 luglio avrà luogo un seminario aperto durante il quale verranno discusse le strategie di cooperazione internazionale, e organizzato con la cooperazione di UNICAL. In particolare, saranno coinvolti i due dipartimenti con cui ARTES ha stabilito accordi quadro per lo sviluppo di programmi internazionali: il Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche e il Dipartimento di Studi Umanistici.

Il programma di incontri si concluderà il giorno 29 luglio con il meeting finale riservato ai soli partner. Tutte le informazioni riguardo il seminario internazionale del 28 luglio sono disponibili a questo link.

L’altro progetto è GINESTRA, co-finanziato da ARTES e Programma Calabriainnova della Regione Calabria, e volto allo sviluppo di un impianto pilota di bio-raffineria multiscopo per l’estrazione dagli arbusti mediterranei di bio – materiali e fibre, per molteplici utilizzi industriali. Il punto di partenza è la pianta di ginestra, un magnifico arbusto dai fiori dorati che cresce in tutte le aree più aride del Mediterraneo; la ricerca si estende alla pianta di alfa, nota per l’azione di prevenzione della desertificazione e diffusa su un territorio che si estende per milioni di ettari tra Spagna e Nord Africa. Imprese e centri di ricerca provenienti da Polonia, Spagna, Tunisia e Italia si incontreranno il 27 luglio sempre al Castello di Serragiumenta per discutere i risultati ottenuti durante l’anno di comune sforzo e per cominciare a sviluppare un piano per l’industrializzazione del processo e per selezionare i più promettenti nuovi prodotti. L’incontro è riservato ai soli membri del team di ricerca.

La sera del giorno 27 luglio i due gruppi si riuniranno nella magnifica piazza nei pressi della Cattedrale di Altomonte.

I luoghi

Gli incontri, compreso il seminario aperto del 28 luglio, si terranno al Castello di Serragiumenta (Altomonte), un suggestivo palazzo medievale circondato da ulivi e affacciato su una splendida vallata. L’area offre la possibilità di passeggiare nella natura, fare escursioni a cavallo o semplicemente di usufruire di una delle attività organizzate dai gestori del castello. Il centro storico di Altomonte fa parte dell’associazione I borghi più belli di Italia.

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IL PARCO TRA LE COLLINE

 

Altomonte fa parte della provincia di Cosenza, un’altra città dal cuore medievale che offre innumerevoli possibilità di intrattenimento e attività culturali. Il centro storico di Cosenza è già di per sé una passeggiata attraverso la storia.

 

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Il Castello Normanno-Svevo fu costruito presumibilmente dai Bizantini nel IX secolo sulla collina più alta della città, probabilmente come difesa contro i continui attacchi da parte dei Saraceni, ma è rimasto in piedi a dispetto di tutte le guerre e le civiltà che si sono susseguite nell’area nel corso dei secoli.

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Il Duomo di Cosenza è talmente antico che tuttora non se ne conosce la data esatta della costruzione, ed è stato nominato patrimonio UNESCO nel 2001.

 

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Il Museo dei Bretti e degli Enotri, con la sua collezione permanente di reperti archeologici offre un tuffo nelle civiltà che hanno dominato l’area attraverso i secoli, dal periodo ellenico fino al Risorgimento.

Ulteriori tesori archeologici si trovano al Museo della Sibaritide.

L’area offre anche l’opportunità di effettuare escursioni a cavallo, fare rafting sul fiume Lao, oppure di rilassarsi alle fonte termale della Grotta delle Ninfe.

 

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Il progetto Ginestra entra nella seconda fase – Attiva l’Innovazione

La storia

Dopo quasi 15 anni alla guida del progetto Ginestra e un impianto biotecnologico pilota brevettato,  ARTES e il suo network internazionale di laboratori e università sono in procinto di passare alla fase successiva: la produzione pilota. Grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione Calabria, la ricerca sta ora procedendo verso la produzione industriale del processo enzimatico già scoperto e l’applicazione di questo processo ad altri arbusti mediterranei, oltre allo Spartium Juniceum. Una parte della ricerca si focalizzerà inoltre sulla possibile estrazione di materiali biologici e biochimici dagli scarti del processo principale. Questo compito è affidato ai partner polacchi di ARTES, presso IBWCH – Institute of Biopolymers and Chemical Fibres in Lodz.

Tra i protagonisti di questa seconda fase del progetto, e alla guida di un’impianto biotecnologico pilota completamente automatizzato, troviamo i partner tunisini di ARTES: ENISo – Ecole Nationale d’Ingénieurs de Sousse, e ATI ENGINEERING. La settimana scorsa, rappresentanti di entrambi le istituzioni hanno preso parte ad una Study Visit in Italia.

La Study Visit

La delegazione era composta da:

Gli organizzatori Lilia Infelise e Sergio Tinelli, rispettivamente Presidente and Cofondatore di ARTES;

Ahmed KTARI, Dr.-Ing. in Ingegnieria dei Materiali e Assistante Professore in Ingegnieria Meccanica ad ENISo;

Sabrine IBRAHIM, Studente di Ingegnieria Meccatronica e Design dei Sistemi Meccatronici;

Omar CHAHATA, Ingegniere Meccanico presso ATI ENGINEERING ed ex studente di ENISo.

Marzo Maiocchi, Antonio Mauro, Enrico Lapadula: rappresentanti di ATI ENGINEERING.

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Programma della Visita

 

Lunedì 11 Maggio

ENISo e ATI ENGINEERING sono atterrati all’aeroporto di Marconi di Bologna con volo proviniente da Tunisi. Dopo l’incontro con il team di ARTES, sono partiti alla volta dei laboratori di Active Cells, all’interno del Centro di Biotecnologie Avanzate di Genova. Giancarlo Dondo, presidente del consiglio di amministrazione di Active Cells, e il suo team hanno accolto la delegazione e illustrato le principali attività del laboratorio e i risultati ottenuti nell’ambito del progetto. Il team di ENISo ha presentato il progetto di impianto pilota, e l’intero gruppo ha poi discusso decisioni strategiche in merito a soluzioni tecnologiche.

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Martedì 12 Maggio

La delegazione tunisina e il team di ARTES hanno incontrato il Prof. Amaducci di UNICAT – Piacenza, leader della componente agronomica del progetto e il Prof. Preti dell’Università di Firenze, per discutere sulle cinque possibili zone per la coltivazione e la raccolta della ginestra in Italia. Il meeting si è tenuto nel suggestivo parco di Monte Sole, un sito storico situato sui colli intorno a Bologna. Dopo un brunch servito in una piacevole atmosfera bucolica, la delegazione si è recata in visit ai laboratori di biotecnologia del DICAM – UNIBO, accompagnata dal Prof. Bertini di UNIBO.

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Mercoledì 13 Maggi

La delegazione si è spostata in Calabria, dove dopo l’atterraggio si è di nuovo messa al lavoro per discutere dei primi giorni di lavoro e incontrare gli stakeholder locali.

Giovedì 14 Maggio

In mattinata, la delegazione si è recata al Centro di Dimostrazione Sperimentale ARSAC – CSD di San Marco Argentano (CS), luogo di origine della prima generazione di impianto pilota nel 2008. In seguito, la delegazione ha proseguito per il centro di ricerca di ENEA – TRISAIA, dove è stata accolta e guidata nella visita dei laboratori da Giacobbe Braccio, capo del centro, e da un gruppo di tecnici specializzati.

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Study Visit in EAC – Bujumbura and Nairobi

Two more days in Bujumbura

On February 23rd, after the workshop the Italian delegation and Prof. Déo Gratias Nkihamira (President of the Italian – Burundian association Africa Renaissance Time) visited the EU Delegation for a meeting with Head of the Rural Development, Infrastructure and Energy Department Paul Vossen and the  Project Manager for Infrastructure Egide Niyogusaba. The discussion focused on the instrument of Delegated Cooperation, on the presentation of the Excellence Centre in the Field of Construction Technologies and Materials – CRTM, and it’s introduction in the next Strategic Programme, to be approved in April. A further step for the realisation of the CRTM in EAC would be visiting the EU Delegation in Dar Es Saalam.

Starting from February 24th, the Delegation engaged directly with the territory: the agreement with the DICAM for the realisation of the CRTM was written down in detail and presented to the Ministry of Transport, Public Works and Equipment. The Delegation visited the laboratories at the Ministry and at the University of Bujumbura, as well as the areas along the river Rusizi and on the shores of the Tanganyika Lake. The field visit led to a specific agreement with the University of Florence, for the study of appropriate methods and technologies for the management of hydrogeological hazard and conservation of the landscape of the hill area next to the city of Bujumbura. During these days the Delegation also studied the local context and identified the primary need in terms of energy.

 

24 FEBR - LAVORO DI SQUADRA -MESSA A PNT ACCORID-03

24 FEBR INCONTRO OCN MINISTRA

 

The last leg: Kenya

On February 26th the Delegation reached Nairobi, where it almost immediately met with the representatives of the ABSF (African Biotechnology Stakeholders Forum), led by Kennedy Oyugi, Director of Scinnovent Centre and representative of CABE (African Bio-Entrepreneurship). ARTES presented the project N4F and invited the ABSF to the next study visit in Tunisia, where a specific agreement for the realisation of the project has already been signed.

The next day started with a meeting at EU Delegation in Kenya, represented by Sanne Willems and Anne Chaussavoine (both Programme Manager Infrastructure Section). Again, ARTES and its partners presented the project for the Burundian CRTM, discussed the regional strategy for the EAC and the Delegated Cooperation. The Italian Delegation also remarked that the priority will be given to the Energy sector, and responsible for the coordination of this action will be the EU Delegation in Dar Es Salaam, while the EU Delegation in Kenya would have a national focus.

26 FEBR - PARTENZA DA BUJUMBURA

26 FEBR ALL'ABSFJPG

 

Right after the first meeting the Italian Delegation visited the Italian Embassy in Nairobi and met with the Ambassador Mauro Massoni, the Sales Executive Paolo Rotili, and Rita Ricciardi, the President of the Italian – Kenyan Trade Association. ARTES, remarking the specificity of the country and its great potential for a bilateral cooperation with Italy, suggested the possibility of realising in Kenya the project N4F and to create in the EAC a network of excellence centres, placing the centre for Energy in Kenya and the one for Technology of Materials and Constructions in Burundi.

 

27 FEBR AMBASCIAT AITALIANA LILIA E TOMASO

27 FEBR CON AMBASCIATORE ETC

Later on, the Italian Delegation was welcomed at EACCIA – East Africa Chamber of Commerce Industry and Agriculture, by Charles Kahuthu, CEO and Regional Coordinator. During the meeting the long exchange started in March 2014 at the EU – African Business Forum was consolidated, and the following topics were discusses: EACCIA support to the CRTM as national and international centre of excellence, to be built in Burundi in order to avoid a duplication of the efforts; the creation of a regional seminary, in cooperation with all the stakeholders and aimed at present the possibility of financing the research driven cluster N4F in Kenya.

27 CON CHARLES KAHUTHU

The last meeting of the day, and of the mission, was again with Rita Ricciardi (President of the Italian – Kenyan Trade Association) and David Kimosop, CEO of Kerio Development Authority (public development agency for North Kenya). The meeting concerned the possibility of organising a study visit in Italy for a better insight on ARTES’ on going projects ALLIANCE e N4F, as well as an in depth discussion with Rita Ricciardi about the internationalisation of Italian enterprises, and the possibility of a Memorandum of Understanding with ARTES for the creation of a joint venture in the field of internationalisation in Sub-Saharan Africa.

Attachments:

Report (EN) Study Visit in EAC – 22-27 FEBR 2015

Report (ITA) – Vista di Studio in EAC – 22-27 FEBR 2015

Study Visit in EAC: the Workshop

The Arrival in Bujumbura

The delegation landed in Bujumbura on Sunday: Giulio Castelli (UNIFI) and Vincenzo D’Agostino (OMNIA ENERGIA) at 1PM, while Tommaso Trombetti (UNIBO-DICAM) and Lilia Infelise (ARTES) arrived in the evening. They’ve been welcomed by the usual tropical heat and by Déo Gratias Nkinahamira, President of ART and one of the mission’s most committed partners. The long flight to Burundi served to ultimate the presentations, the material for the workshop and the challenging days of work to come.

The Workshop – Establishment of a research center for technology and building materials for civil engineering

The workshop location was the Sun Safari Club Hotel, and sponsored by the Burundian firm Robuco e and the Italian-Tunisian company ATI Engineering.  The day started as early as 8.30AM, with the welcome reception and the welcome speeches of Prof. Déo Gratias Nkinahamira, President of Africa Renaissance Time and moderator of the whole workshop, and Prof. Déogratias Rurimunzu, University of Bujumbura and former Ministry of Transport, Public Works and Equipment. Right after, Lilia Infelise, Head of the Italian delegation held the introductory speech. Below, the text in French, English and Italian.

Allocution – Bujumbura 23 Février 2015 (FR)
Introductory Speech – Bujumbura February 23rd 2015 (EN)
Allocuzione – Bujumbura 23 Febbraio 2015 (ITA)

23 FEBR - W- ARTES PRESENTAITON

Was then time for the opening speech from Ir. Nestor Barasokoroza, General Director of Equipment Coordination at the Ministry of Transport, Public Works and Equipment, followed by a short break and the introduction of all the participants. Besides the Italian delegation, the Burundian authorities and academics, a member of the European Delegation in Burundi attended the workshop.

P1100456

23 FEBR - W- NESTOR BARASOKOROZA - P1100425

The second part of the morning was focused on the state of the Burundian infrastructures and issues related to the city of Bujumbura and the construction materials in general. First it was viewed a documentary film on infrastructure and assessment of the state of implementation of the recommendations of the past seminars regarding infrastructure, then Prof. Jean Marie Sabushimike (Expert of the Environment at the University of Burundi) presented the issues of MIRWA and their consequences on the City of Bujumbura. Last intervention before the lunch break was about the issues of building materials in Burundi, by Prof. Simuzeye Théodose, Université du Burundi, Départment des sciences de la terre, followed by a discussion about the morning topics. The two presentations are available in French.

CRTM – Exposé Prof Sabushimike JM – LA VULNERABILITE DES MIRWA
CRTM – Exposé Simuzeye -Materiaux de Construction 24-02-2015

23 FEBR-  DA SINISTRA  D'AGOSTINO, TROMBETTI  - CASTELLI-P1100431

23 FREBR - W- DA SINISTRA  RAPPRESENTANTE DELLA EU DELEGATION  E DELGAZIONE ITALINA

The first part of the afternoon was dedicated to the presentations of the italian delegation coordinated by Prof. Déo Gratias Nkinahamira. In order: ARTES by Prof. Lilia Infelise (download here: ARTES PPT Presentation February 23rd (EN)); UNIFI – GESAAF and UNINA – CIRAM by Dott. Giulio Castelli (UNIFI UNINA Presentation and research activities (EN)); UNIBO DICAM by Prof. Tommaso Trombetti (DICAM_PRESENTATION _BUJUMBURA 23 FEBR 2015); OMNIA ENERGIA by Ir. Vincenzo D’Agostino.

After the presentations there was room for a short debate and the intervention Anatole Nzigamasabo, owner of the sponsoring company Robuco and President of the Chamber of Commerce (CFCIB). After that, Prof. Lilia Infelise presented the New cooperation programs of the European Union and the new financial instruments of the MDBs Development, downloadable here (in English).

Funding-Instruments-PPT-Presentation-February-23rd-EN

The workshop ended with the closing speeches by Ir. Nestor Barasokoroza, Prof. Déo Gratias Nkinahmira and Prof. Déogratias Rurimunzu.

23 FEBR - W- CHAIR TABLE-

 

Study Visit in EAC – Background and Purposes

The Old Way

Wolfsburg, VW Autowerk

We always hear people say that the world is changing, but we rarely see their ideas change along with it: we are so accustomed to believe that innovation happens exclusively by breakthrough that if we don’t see something disruptive, we don’t see the change at all. We talk about it like it’s about to happen and we fail to notice that it’s already happening.

This kind of thinking is also the reason why for decades it was believed that the only way to help less developed countries was show them the Western path of industrialisation and wait for them to catch up. It was also thought that, both in the industrialised and developing economies, the Governments were not meant to intervene in the market dynamics, because the economic forces of competition, supply, and demand would sort themselves out and automatically bring the system to the maximum possible level of welfare.

The Economic Crisis of 2008, however, made unequivocally clear that technological and productive system must change because the traditional approach to innovation and development fails to consider a wide range of real world dynamics. First of all, innovation is rarely disruptive: it rather incremental. Second, the Western industrialisation model is specific to Western countries in a certain phase of Western history, and might bring different results, or even fail, in different historical, cultural and environmental conditions. Finally, in reality the free market doesn’t work quite as smoothly as the Neoliberal Economists thought and the inherent market failures distort competition, diffusion of knowledge and distribution of welfare, driving the system way off the optimum.

 

The New Course and its funding

What has been done until now to sustain international development is invaluable, however, it is now widely accepted by the international community that the approach must evolve, in a sustainable and inclusive way, that integrates the interventions of public and private sectors and pursues long term endogenous economic growth and environmental sustainability. Along with the new principles, new financial instruments have been developed.

The World Bank recently launched a program called Competitive Industries and Innovation Program, aimed at financing country initiatives for innovation and competitiveness of the private sector, involving not only clean technologies and environmentally sustainable development, but also the establishment of a new growth paradigm that would allow the country to sustain itself economically and socially. Similarly, starting from 2009 the European Union realigned the policies for cooperation and development and support of the European competitiveness with the principles of environmental sustainability and cross-sectorial integration. It also created new instruments for funding international development, such as the delegated cooperation, that allows a more efficient allocation of the resources. A third and more traditional way to fund the projects are the calls for proposals and tenders from EuropeAid, that also nominated 2015 the European Year for Development, dedicating each month to a specific issue, and the other Multilateral Funds. Finally, the Concerned Governmental Institutions from the beneficiary countries, primarily the Ministers of Finances and Economic Developments, are also entitled to negotiate funding with any of these entities.

 

Our Position

This new approach to development aligns entirely with the work that ARTES has been doing for the last two decades, and plans to keep on doing in the future. In fact In the framework of the action A4IArtes for Internationalisation, ARTES is developing a programme for the internationalisation of Italian and European excellence know-how in the fields of constructions, materials, water, energy, agroindustry and, more in general, in the field of bio economy. With the support of the new financial instruments and the policies that international organisation such as the EU are shaping, ARTES intends to bring a substantial contribution to the reconstruction and endogenous growth of fragile areas.

Most of the work is currently taking place in two areas: Tunisia and the East African Community (EAC, which includes Burundi, Kenya, Rwanda, United Republic of Tanzania and Republic of Uganda). In Tunisia, ARTES already teamed up with the local actors for the project Nzymes4future, that aims at the creation of research-driven cluster start-up in the field of biotechnologies and eco design, and Alliance, concerning the development of enterprises and job creation in the rural areas. The framework of these projects is also potentially transferable to Kenya. Besides possible transferring the existing projects, in the EAC ARTES together with DICAM – University of Bologna  have established a partnership with Local Govenmental and Private Institutions to create a research center for civil constructions and materials, and possibly water and energy, as well as a school for the professionals of the energy field.

PANORAMA DI GERACE-DONNE ALLA FROTNIERA

BURUNDI I CAMPI DI BUKEYE

 

The Mission in EAC

Concerning this second area, ARTES and its partners have just left for a study visit in order to define new partnerships with the local actors and draft a plan for the creation the research center, on the blue print of the one of the University of Bologna. Based in the area of Bujumbura, in Burundi, the center would be serving the whole EAC. The Italian delegation is composed by the representatives of a large international network of universities and enterprises specialised in the following fields: materials and construction technologies, energy, water, agro- industry and community regeneration and citizens’ awareness raising. Namely: ARTES itself, the Omnia Energia Group, and the relevant departments of the universities of Bologna, Naples and Florence.

The study visit, called “Unlocking the potential of fragile regions, achieving long term sustainable and endogenous development ”, will take place between Bujumbura and Nairobi, from the 23rd to the 27th February 2015. For us, the term fragility combines strengths and weaknesses: it doesn’t refer only to the fragility entailed by extreme economic poverty, civil wars or natural catastrophes (which is the definition of the OECD), but also includes the uniqueness of a region, and its invaluable human and natural patrimony.

BURUNDI PANORAMA DI BUJUMBURA DA hOTEL DU NIL

BURUNDI LE FRAGOLE

coltivazione dei campi

The Italian delegation will meet with local authorities and Italian diplomats, but the highlight of the mission is the “Exchange workshop for the establishment of a research center for technology and building materials for civil engineering”. The main objectives of the workshop are to present the needs and opportunities for research in the world of Burundian business, to introduce the Italian delegation with its know-how to their Burundian counterparts and exchange experiences with them, and, finally, to strengthen existing cooperation and consider new joint working tracks for development research.

In the coming days we will keep a journal of the visit and the outcomes of the meetings, scheduled as follow.

 

The program

Nairobi_Kibera_04

February 22nd

Arrival of the Italian delegation in Bujumbura.

February 23rd

Exchange seminar workshop on the establishment of a Research Center on Technology and Civil Engineering Building Materials – CRTM – Civil Engineering. Among the speakers: the General Manager of Facilities Coordination of Burundi, the Head of the Chamber of Commerce of the EAC, the head of the Italian delegation and founder of ARTES, the Burundian Minister of Transport, Public Works and Infrastructure, and members of the Italian and African universities and network of partners. This workshop is realised with the financial aid of, ATI Engineering and ROBUCO.

After the workshop the Italian delegtio will have a m eeting with the Head of EU delegation in Burundi, meeting with Paul Vossen, Head of the Rural Development, Infrastructures and Energy Section.

February 24th

In the morning the Italian delegation will meet with  the Minister of Transport , Public Works and Infrastructure, Hon. Virginie Ciza, followed by team work for the finalisation the CRTM agreement and develop a new agreement concerning project for the assessment and mitigation of the flood risk for Bujumbura area and other topics that might emerge during the discussion. A lunch break with visit to the lake Tanganyika – Hotel club du lac is also scheduled for the early afternoon.

February 25th

Meeting ant the Ministry of Transport to finalise the agreements and discussion about the involvement of the Department of Agricultural, Food and Forestry Systems of the University of Florence and the Interdepartmental Research Centre for Environment – CIRAM of the University of Naples in a project for the assessment and mitigation of the flood risk for Bujumbura area. The discussion held led the General Director of Equipment Coordination at the Ministry of Transport, Public Works and Equipment to extend the involvement to the whole Burundi, starting from the Bujumbura area which faces and emergency situation. Writing of an official invitation letter to start a collaboration with the Ministry of Transport, Public Works and Equipment was sent to GESAAF from the Coordination. The collaboration will be about flood and hydraulic risk mitigation and water management, starting from the realisation of a study for Bujumbura. The collaboration should involve CIRAM, ART and ARTES, in addition to the Ministry. In the afternoon Dott. Giulio Castelli will visit the urban rivers in Bujumbura, while Omnia Energy will visit the University.

 February 26th

Departure from Bujumbura and arrival in Nairobi, Kenya. In the afternoon, the delegation will visit the African Biotechnology Stakeholders Forum with Mr. Kennedy Oyugi, Director of Scinnovent Centre and a representative of CABE (Afrian Bio-Entrepreneuship).

 February 27th

In the morning there will be the visit to the EU delegation, where there will be the meeting with theProgramme Managers Infrastructures Section Sanne Willems  and Anne Chaussavoine. Later on the delegation will visit the Italian embassy for a meeting with the Ambassodor Egr. Mauro Massoni, Mr. Paolo Rotili – Commerce Official, Dr. Rita Ricciardi – President Association for Italy and Kenya Commerce. In the afternoon, is scheduled a visit to EACCIA – East Africa Chamber of Commerce Industry and Agriculture and a meeting wit Mr. Cahrles Kahuthu, Regional Coordinator, Member of the Steering Committee. Just before the departure Lilia Infelise and Tomaso Trombetti will meet wirth Rita Ricciardi and David Kimosop, Managing Director /CEO of the Kerio Valley Development Authority.

The whole delegation will depart from Kenya during the late afternoon and evening.